Avdo Mackovic

In Bosnia abbiamo fatto una guerra inutile, l’odio non porta mai a nulla.

Avdo Mackovic è bosniaco. In Fonderie Ariotti lavora in reparto Forni, una settimana alla colata e una al caricamento. Ai forni sono in otto: un bosniaco, un serbo, un algerino, un polacco e quattro italiani.

avdo mackovic 01 content

“Ci rispettiamo tutti. Siamo tutti amici. Con il mio compagno serbo vado d’accordo – ci dice – parliamo la stessa lingua, abbiamo la stessa mentalità.
La guerra che ha travolto l’ex Jugoslavia è stata la più stupida che ci potesse essere. Abbiamo perso tutti”. Eppure, quella guerra, atroce e distruttrice, è scolpita nel cuore e nella mente di Avdo. “Se non ci fosse stata la guerra, ora eravamo tutti lì”, dice, pensando ad alta voce, con una nostalgia che è anche amarezza per aver perso non solo la sua casa, ma anche il suo intero paese.

“Mio padre è arrivato qui nel 1999 – ci racconta -, appena io ho compiuto 17 anni ha chiesto il ricongiungimento con la famiglia. Così siamo venuti in Italia io, mio fratello Mirza, più grande di me di due anni, anche lui dipendente di Ariotti, e mia madre. Io e mio fratello siamo entrati in fonderia nel 2005, avevo 21 anni”.

Avdo vive ad Adro, è sposato da dieci anni, ha tre figlie, due gemelle di 8 anni e una bimba di due anni. “Quando sono arrivato in Italia, volevo solamente guadagnare dei soldi per poter comprare una casa in Bosnia e tornare lì. Perché non è stato facile per noi fare questa scelta, soprattutto per mio padre. Direi, anzi, che non è stata una scelta”. Avdo mostra una forza matura: “La casa in Bosnia l’ho comparata, ci vado una volta all’anno, ho amici e parenti, ma sono rimasto qui! Mi sono integrato, le mie figlie sono italiane, vado al lavoro, faccio il mio dovere di cittadino”. E ancora: “In fonderia sto bene: la paga è regolare, ogni mese, il lavoro c’è. E poi i proprietari sono persone stupende, la loro ricchezza è che sono persone semplici, sempre disponibili. Non cambierei nulla del mio posto di lavoro. Io, per rispetto nei confronti degli altri miei compagni di lavoro, con mio fratello parlo italiano, non bosniaco”.

Il rispetto, quello imparato grazie e per colpa della sofferenza. Cosa ne pensi degli immigrati che arrivano oggi in Italia? Gli chiediamo. “Chi odia non è pronto all’integrazione – risponde -. In Bosnia abbiamo fatto tra di noi una guerra inutile. Oggi ci sono i cinesi che vengono ad aprire negozi, a qualcuno piace ad altri no, ma è normale”.

avdo mackovic 02 content